CASTELLO di GUARENE

Tra storia & arte.

Il Barocco, la dimora e l'accoglienza
attraverso il Tempo.

"L’altra sera il Sig. conte di Magliano, con il Sig. conte di
Castagnole
, sono venuti a vedere la fabrica, e hanno detto che il
suo castello, a paragone di questo, è una casa
."

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1726

Un’idea illuminata

Il conte Carlo Giacinto Roero di Guarene posa la prima pietra del Castello, trasformando un antico forte medievale nella dimora estiva della sua casata. Aristocratico illuminato e allievo di Filippo Juvarra, disegna personalmente il progetto: una sfarzosa residenza sarebbe diventata uno dei più brillanti esempi di Barocco piemontese.

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1773

Il castello compiuto e l’onore Reale

Il Castello di Guarene viene completato dai figli di Carlo Giacinto. La visita di Vittorio Amedeo III e della regina sancisce il prestigio della residenza, simbolo della potenza dei conti Roero e capolavoro dell’architettura settecentesca piemontese.

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1899

Il passaggio di testimone

Il Castello di Guarene passa dai Roero ai Provana di Collegno. Dopo secoli di continuità familiare, si chiude una lunga stagione aristocratica. La dimora conserva intatto il suo ruolo di archivio di memorie e testimonianze storiche.

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2011

Una nuova vocazione

Con il cambio di proprietà si avvia un importante progetto di recupero. Tre anni di restauri conservativi restituiscono valore agli spazi storici, inaugurando il nuovo corso che rappresenta il presente del Castello di Guarene: far convivere tutela museale e ospitalità di alto livello.

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2026

Un Patrimonio vivo

Il Castello di Guarene è un luogo vivo, sospeso tra la sua magnificente storia e il presente su cui si affaccia: le colline di Langhe e Monferrato, patrimonio Immateriale dell’Umanità. Museo, ristorante d’alta cucina e dimora esclusiva, racconta sette secoli di vita.

Un castello, uno scrigno di storia, una dimora contemporanea

La stessa esperienza visiva riservata agli ospiti del Settecento è oggi ospitalità esclusiva

Il Castello di Guarene è una vera opera d’arte: quindici ambienti storici tutelati raccontano secoli di gusto, potere e vita aristocratica, tra tappezzerie provenienti dalla Compagnia delle Indie e affreschi di pittori come Francesco Casoli, Giacomo Rappa, Bernardo Gallori e Giuseppe Palladino. Restauri conservativi ne preservano l’autenticità, elargendo un valore inestimabile a chi vi soggiorna.

I giardini all’italiana,
nel loro splendore originario

Nacquero per riflettere il pensiero umanistico, nella sua armonia, ed estendere le ville nobiliari, con geniale simmetria.

Oggi rendono il Castello di Guarene uno spettacolo diffuso. Progettati dal conte Carlo Giacinto Roero nel 1740, incorniciano la storica dimora proprio come un tempo, grazie a una recente ristrutturazione. Spalliere, siepi e alberi modellati incorniciano l’edificio, mentre al livello inferiore, rivolto verso Barbaresco, trionfa il "Maneggio", dove basse siepi di carpino delimitano aiuole di forme geometriche diverse.

La biblioteca del castello: un’esperienza a sé

Legature preziosissime,
esemplari unici

Trecento anni hanno accumulato, nella biblioteca del Castello di Guarene, altrettanti volumi di pregio. Un luogo della bellezza e della memoria, testimonianza della cultura e della curiosità intellettuale che hanno accompagnato la storia della dimora nei secoli.

La facciata e la balconata del Castello di Guarene

Un panorama che abbraccia il Patrimonio Immateriale dell’Umanità

La facciata del castello culmina in una balconata straordinaria, che domina oltre 60 chilometri di territorio Unesco. Lo sguardo abbraccia Langhe, Roero, Monferrato e Alpi, trasformando l’architettura barocca piemontese in un punto d’incontro tra paesaggio, storia e bellezza.

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